PREMIO CAVALLINI 2014



Nuccio Ordine

NUCCIO ORDINE


Nuccio Ordine (Diamante, 1958) è professore ordinario di Letteratura Italiana nell’Università della Calabria. A Giordano Bruno ha dedicato tre libri, tradotti in nove lingue, tra cui cinese, giapponese e russo: La cabala dell’asino, La soglia dell’ombra e Contro il Vangelo armato. Ha pubblicato anche: Teoria della novella e teoria del riso nel Cinquecento e Les portraits de Gabriel García Márquez. Fellow dell’Harvard University Center for Italian Renaissance Studies e della Alexander von Humboldt Stiftung, è stato invitato in qualità di Visiting Professor in diversi istituti di ricerca e università negli Stati Uniti (Yale, NYU) e in Europa (EHESS, ENS, Paris-IV Sorbonne, CESR di Tours, IEA Paris, Warburg Institute, Max Planck di Berlino). È Membro d’Onore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze (2010) e ha ricevuto una laurea honoris causa nell’Universidade Federal do Rio Grande do Sul di Porto Alegre (2012). È stato insignito in Francia delle Palme Accademiche (2009) e il Presidente della Repubblica gli ha concesso la Légion d’Honneur (2012). Il Presidente della Repubblica lo ha nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2010). In Francia dirige, con Y. Hersant, tre collane di classici (Les Belles Lettres) e in Italia la collana “Classici della letteratura europea” (Bompiani). Collabora al “Corriere della Sera”.




L'utilità dell'inutile

Nuccio Ordine
L’utilità dell’inutile
Bompiani, Collana AsSaggi
2013, pagine 271

Un successo subito ristampato in Francia, per settimane nella classifica dei libri più venduti.
Fernando Savater (“El Pais”, 9.4.2013)

In corso di traduzione in 14 paesi
12 edizioni

Non è vero – neanche in tempo di crisi – che è utile solo ciò che produce profitto. Esistono, nelle democrazie mercantili, saperi ritenuti “inutili” che invece si rivelano di una straordinaria utilità. In questo brillante e originale saggio, Nuccio Ordine attira la nostra attenzione sull’utilità dell’inutile e sull’inutilità dell’utile. Attraverso le riflessioni di grandi filosofi (Platone, Aristotele, Zhuang-zi, Pico della Mirandola, Montaigne, Bruno, Campanella, Bacone, Kant, Tocqueville, Newman, Poincaré, Heidegger, Bataille) e di grandi scrittori (Ovidio, Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Moro, Shakespeare, Cervantes, Milton, Lessing, Leopardi, Hugo, Gautier, Dickens, Herzen, Baudelaire, Stevenson, Kakuzo Okakura, García Lorca, García Márquez, Ionesco, Calvino, Foster Wallace), Nuccio Ordine mostra come l’ossessione del possesso e il culto dell’utilità finiscano per inaridire lo spirito, mettendo in pericolo non solo le scuole e le università, l’arte e la creatività, ma anche alcuni valori fondamentali come la dignitas hominis, l’amore e la verità. Abraham Flexner – nel suo affascinante saggio tradotto per la prima volta in italiano – ricorda che pure le scienze ci insegnano l’utilità dell’inutile. Eliminando la gratuità e l’inutile, uccidendo quei lussi ritenuti superflui, difficilmente l’homo sapiens potrà rendere più umana l’umanità...


 
Raffaele La Capria

RAFFAELE LA CAPRIA


Raffaele La Capria è nato a Napoli nel 1922, ha scritto tra saggi e narrativa una ventina di libri tutti raccolti in un Meridiano Mondadori uscito quest’anno, “Opera (I, II), che forma una grande “autofiction”, un Bildungsroman, ovvero un racconto di formazione letteraria e intellettuale che inizia dalle prime scoperte dell’infanzia (v. La neve del Vesuvio) attraverso adolescenza e giovinezza (v. L’amorosa inchiesta) fino alla maturità e la vecchiaia (v. L’estro quotidiano, A cuore aperto, Doppio misto), cioè fino al compimento del novantesimo anno. Novant’anni in cui i fatti della vita si intrecciano con quelli della società, e soprattutto diventa rilevante il rapporto con Napoli, che è il tema centrale del suo libro più famoso, Ferito a Morte, (Premio Strega 1961), e di un saggio intitolato L’armonia perduta. Ciò che distingue questi due libri su Napoli è la forma stilistica e la struttura simbolica, perché sia il romanzo che il saggio sono al di fuori dei modelli canonici di solito usati per parlare della città. Il Meridiano Mondadori contiene altresì L’occhio di Napoli e Napolitàn graffiti, saggi letterari (v. Letteratura e salti mortali e Il sentimento della Letteratura), e i saggi civili (v. Lo stile dell’anatra e La mosca nella bottiglia). Il suo rapporto con la natura e il paesaggio si trova in Capri e non più Capri e in Ultimi viaggi nell’Italia Perduta. Oltre il Premio Strega La Capria ha vinto il Premio Viareggio e il Premio Campiello alla carriera e altri premi letterari. Come sceneggiatore ha partecipato alla sceneggiatura di Mani sulla città di cui ha  scritto con Francesco Rosi il soggetto, e sempre con Rosi ha lavorato ai film Cristo si è fermato ad Eboli, Uomini contro, C’era una volta. Con Lina Wertmüller ha scritto Ferdinando e Carolina e l’adattamento di Sabato domenica e lunedì, la commedia di Eduardo De Filippo. Scrive articoli per il “Corriere della Sera”, poi raccolti nel libro Umori e malumori e in Esercizi superficiali.
È condirettore della rivista “Nuovi Argomenti”, nel 1957 ha frequentato i corsi estivi dell’Università di Harvard, ha tradotto i Quattro Quartetti e Assassinio nella cattedrale di T.S. Eliot e opere teatrali di Cocteau, Sartre, Green, Farquhar, Stoppard.




Opere Nuova Edizione

Raffaele La Capria
Opere nuova edizione (2 tomi indivisibili)
Mondadori, Collana Meridiani
2014, pagine vol. 1 - 1248, vol. 2 - 1344

Tutta l’attività letteraria di Raffaele La Capria mira alla costruzione di un’opera unica, in cui i singoli libri entrano come tessere in un mosaico. Di questo inesausto work in progress misto di narrativa e saggistica già dava conto il Meridiano curato da Silvio Perrella nel 2003. Da allora La Capria ha pubblicato altri libri assai fortunati (tra i quali L’estro quotidiano, L’amorosa inchiesta e Doppio misto), rendendo necessario il ripensamento complessivo di un’opera e di un autore che è uno dei rari classici viventi della nostra letteratura. Frutto del lavoro comune di autore e curatore, il nuovo, doppio Meridiano racchiude un grande “romanzo involontario” fatto di paesaggi mediterranei e senso comune, di autobiografia intellettuale e saggezza esistenziale, che dà una nuova forma unitaria alla diramante scrittura di La Capria.